Caduti dell’esercito austro-ungarico negli ospedali militari italiani di Romans e Versa

2019.12.12. 07:55 :: GianfrancoSimonit

Nel 1915, Romans e Versa erano due piccoli paesi a pochi chilometri dal confine dell’impero austroungarico con il regno d’Italia. Gli uomini del paese erano partiti l’estate precedente per i fronti della Serbia e dei Carpazi inquadrati nell’esercito dell’imperatore Francesco Giuseppe. Il 24 maggio alle ore 15.30 del pomeriggio la guerra arrivò per prima a Versa, con l’entrata in paese dei primi bersaglieri a cavallo. Il giorno successivo le truppe italiane passarono il torrente Judrio, su cui il giorno precedente alla dichiarazione di guerra da parte dell’Italia, le truppe austroungariche bruciarono il ponte in legno, e raggiunsero le prime case di Romans. La linea del fronte si irrigidì sul Carso a pochi chilometri ad oriente dal paese, dove sorsero diversi ospedali italiani da campo, in cui curarono anche molti prigionieri di guerra italo-ungheresi feriti. – Testo di Gianfranco Simonit.

L’esercito austroungarico non oppose resistenza al passaggio del confine da parte dei soldati italiani, perché situato in pianura, ma posizionò le prime difese subito oltre l’Isonzo, sulle alture del Carso.

Harctéri helyzet 1916 nyarán az Isonzó alsó folyásánál a két település jelölésével

Lo stato delle operazioni l’estate del 1916 al corso basso dell’Isonzo con i due paesi segnati

Romans e Versa divennero ben presto, come del resto gli altri paesi occupati a ridosso del fronte, dei centri logistici per le prime linee del fronte che distava solo alcuni chilometri dai due paesi. Nel territorio circostante si stabilì ben presto una concentrazione di circa 15000 soldati, che si alternavano nei turni di trincea e di riposo. I soldati erano soprattutto accampati alla periferia dei paesi, ma anche nelle case private, baracche, stalle o fienili, messi a disposizione della popolazione locale, più o meno accondiscendente a questa nuova situazione.

Romans – panoráma, a háttérben a Monte San Michele 1916 februárjában a 76. és a 92. tábori kórház jelölésével Romans - panorama con nello sfondo il S. Michele febbraio 1916 con ospedali 76 e 92

Vennero inoltre fortemente interessate dalla presenza di numerosi ospedali da campo in cui venivano portati coloro che subivano ferite sul vicino Carso. A Romans vennero posizionati molti ospedali da campo di circa 50 posti letto riservati al pronto intervento medico e chirurgico, tra cui il n° 76, 78, 80, 87, 92, 98, 99, 100, 208, e 239.

Alle dirette dipendenze della sezione sanità della 2° compagnia sanità Alessandria, della 4a Piacenza, della 5a Verona, della 6° Bologna, della 10a Napoli, della 11a Bari e della 12a Palermo, con le sezioni dei reparti someggiati e carreggiati e per un periodo con le ambulanze della CRI del reparto 87.

A romansi IX. Olasz Vöröskeresztes gépkocsis egység 1916 januárjában XI legione automobile CRI a Romans, gennaio

A romansi IX. Olasz Vöröskeresztes gépkocsis egység parancsnoksága 1916-ban Comando XI legione automobile CRI a Romans, 1916

A romansi IX. Olasz Vöröskeresztes gépkocsis egység parancsnoksága ma Comando XI legione automobile CRI a Romans, oggi.

Gli ospedali che stazionarono maggiormente in paese furono il n° 76 presso la villa dei conti Prandi, il 92 presso il palazzo del conte Lang e l’ospedale da 200 posti letto n° 239 presso la Fornace di Romans, altri furono situati alla villa del Paleologo o alla Scuola e alla Fabbrica di carte per sigarette della Modiano.

Romans – a 76. tábor kórház 1916 márciusában Romans - ospedaletto da campo n° 076 nel marzo del 1916

Romans – a 76. tábor kórház helye ma Romans - ospedaletto da campo n° 076 oggi

Romans – a 76. tábori kórház belseje Romans - interno ospedaletto da campo 76

Romans – a 76. tábor kórház ma Romans - l'ospedaletto 76 oggi

Romans – a 76. tábor kórház ma Romans - l'ospedaletto 76 oggi

Romans – a 76. tábor kórház egyik belső terme ma (Daniel Zorzin fotója) Romans - una delle stanze interne dell'ospedaletto 76 oggi (foto Daniel Zorzin)

Romans – a 76. tábor kórház lépcsője, a falat azért vésték ki, hogy meg lehessen fordulni a hordággyal (Daniel Zorzin fotója) Romans - la scala dell'ospedaletto 76 oggi, il muro bucato per poter far girare le barelle sul pianerottolo (foto Daniel Zorzin)

Romans – a 92. tábor kórházzal szemben 1916 májusában  Romans - di fronte all'ospedale 92 maggio del 1916

Romans – a 92. tábor kórházzal szemben, ma Romans - di fronte all'ospedale 92 oggi

Romans – a 92. tábor kórház ma Romans - l'ospedale n°92 oggi

Ápolók a 92. tábor kórházban, 1916 Infermieri ospedale da campo 92 a Romans, 1916

Romans – a 92. tábor kórház a háború után Romans l'ospodale da campo n°92 dopo la guerra

A romansi téglaégető kemencéknél az Olasz Vöröskereszt 239. kórházának romjai Romans rovine fornace osp. CRI 239

A romansi téglaégető kemencéknél az Olasz Vöröskereszt 239. kórháza ma Romans fornace osp. CRI 239 oggi

Ditta fondata nel 1873 da Saul Davide Modiano nato a Salonicco nel 1840. Il primo stabilimento venne aperto a Trieste in via dei Leo, mentre nei primi del 900 vennero aperti altri stabilimenti a Fiume e a Romans e successivamente pure a Budapest, proprio nella capitale ungherese.

Az Olasz Vöröskereszt 87-es mentője, Romans 1915 júliusában, jobbra a Modiano papírgyárban működő 80. tábori kórház Ambulanza 87 della CRI - Romans luglio 1915, a destra l'ospedale da campo 80 della fabbrica di carta Modiano.

Romans, jobbra a volt Modiano papírgyár épületében üzemelő 80. tábori kórház ma Romans, a destra l'ospedale da campo 80 della ex fabbrica di carta Modiano, oggi

Romans, a volt Modiano papírgyár épületében üzemelő 80. tábori kórház ma Romans, l'ospedale da campo 80 della ex fabbrica di carta Modiano, oggi

Romans, az iskola épületében üzemelő 80. tábori kórház ma Romans, l'ospedale da campo 80 alle scuole, oggi

Oggi il palazzo Lang, sede dell’ospedale 92 è diventato uno stabile adibito ad abitazioni private e sede di esercizi commerciali, la villa del Paleologo fa parte della proprietà della famiglia Del Torre, la fabbrica Modiano e la villa dei conti Prandi sono abbandonati al loro destino come pure la fornace di Romans che è quasi completamente crollata. L’ex ospedale della scuola è oggi sede della scuola media primaria di Romans d’Isonzo.

A Versa vennero posizionati gli ospedali n°006 presso le Scuole, il n°73 e il n°77 presso la casa Xillovich, e il 75 e quello gestito dalla Sanità Inglese presso la villa Claricini oggi in piazza degli eroi. Altri ospedali quali in n° 76, 80, 89, vennero installati presso altre strutture del paese come a casa Godina o nella campagna circostante.

A versai 006. kórház az iskoláknál Ospedale 006 alle scuole di Versa.

A versai 006. kórház helye az iskoláknál ma Il luogo dell'ospedale 006 alle scuole di Versa, oggi.

Xillovich ház, a 73. és a 76. tábori kórház ma Casa Xillovich, l'ospedale da campo 73 e 76 di Versa, oggi.

Versa, villa Claricini tábori kórház Versa ospedale da campo villa Claricini

A versai kórház helye ma Il luogo dell'ospedale oggi a Versa

Alle dirette dipendenze della sezione sanità della 11a compagnia sanità Bari, della 10a Napoli, della 12a Palermo, della 1a Torino, della 8° Firenze, della 2a Alessandria e della 9° Roma, con le sezioni di reparti someggiati e carreggiati. Oggi la casa Xillovich è in stato di abbandono, villa Claricini è un’abitazione privata e la scuola, sede dell’ospedale 006, è diventata sede di un asilo nido per i bambini del circondario.

In questi ospedali vennero portati molti prigionieri feriti ungheresi provenienti dal fronte del Carso, alcuni di loro morirono in questi ospedali, lasciando una traccia del loro tragico passaggio. Di alcuni ne abbiamo notizia dai vari archivi ungheresi consultati in questi ultimi anni. A Romans venne purtroppo distrutto l’archivio del comune dopo la ritirata di Caporetto e anche successivamente.

Negli archivi parrocchiali non sono riportati i nomi di coloro che morirono negli ospedali stanziati in paese, anche se vennero seppelliti all’interno del cimitero civile del paese. Vengono riportati solo i nomi dei defunti del paese di Romans.

A romansi temető, ahogy 1916 februárjában kinézett Il cimitero di Romans come si presentava nel febbraio del 1916

A romansi temető ma Il cimitero di Romans, oggi

A romansi temető 1916-ban Cimitero di Romans 1916

A romansi temető ma Cimitero di Romans oggi

Temetés 1916-ban a romansi temetőben Cerimonia funebre nel cimitero di Romans 1916

A romansi temető ma Cimitero di Romans oggi

Nella parrocchia di Versa invece vennero registrati con atto di morte, coloro che morirono dal 1915 al 1917, su un registro dei morti redatto a parte di quello dei morti registrati degli abitanti del paese. Su questo registro sono registrati tutti coloro che sono morti durante questi anni di guerra in cui erano presenti gli ospedali militari in paese, e che stati sepolti con rito funebre al cimitero civile di Versa. I dati in questo libro, sono stati registrati dal cappellano militare dell’ospedale da campo n°76 don Salvatore Stanca, poi sostituito da don Achille Benedetti e successivamente da don Lino Molaro dell’arcidiocesi di Udine, che sostituirono il parroco di Versa, don Ermenegildo Ulian, arrestato e internato all’arrivo delle truppe italiane in paese. All’interno di questo libro sono stati registrati anche alcuni soldati ungheresi morti negli ospedali militari di Versa tra il 1915 e il 1916.

A versai temető ma ll cimitero di Versa, oggi

A versai temető ma Il cimitero di Versa, oggi

I caduti non sono presenti negli elenchi ufficiali dei cimiteri militari austroungarici di Fogliano Redipuglia e di Palmanova, molto probabilmente sono stati riesumati e sepolti nell’ossario del cimitero civile.

Szertartás a romansi csontkamránál az 1920-as években Cerimonia all'ossario cimitero di Romans negli anni ‘20

A romansi temető csontkamrája ma Ossario cimitero di Romans oggi

A romansi temető hátsó fala pár első világháborús sírfelirattal, a falakon belül a csontkamra is látszódik Il muro retrostante il cimitero di Romans con alcune lapidi della Grande Guerra, si nota anche l'ossario all'interno della muraglia

A romansi temető külső falának egyik sírfelirata Foto una delle lapidi sul muro esterno del cimitero di Romans

Questo l’elenco dei deceduti dei soldati austroungarici negli ospedali militari di Romans e Versa nella Grande Guerra ritrovati fino ad oggi:

1. Aladar Dominy, sottotenente reggimento Honved, nato a Budapest nel 1892 e morto all’ospedale militare di Romans l’8 luglio 1916. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 196, A. pag. 5.

2. Dauber Nikola, soldato, nato a Petrozsény nel 1896 in Transilvania, morto all’ospedale militare n° 92 di Romans il 16 agosto 1916. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 167, D. pag. 4.

3. Kádar Pál, soldato K.u. Kir. Honved Nr.3, nato nel 1896 a Csongrád nella contea di Csongrád in Ungheria, morto all’ospedale n° 006 di Versa il 23 ottobre 1915 per ferita, di religione cattolica, figlio di Kádar Pál e Csanádi Etel, fonte dei dati: Csongrád 1917/275 e El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 48, K. Pag. 2. Registrato nel libro dei morti di Versa, atto di morte 77, morto all’ospedale militare n° 006 di Versa il 23 ottobre 1915 e sepolto al cimitero di Versa il 24 ottobre 1915, atto registrato dal sacerdote Benedetti doct. Achille rettore interinale.

4. Kurka Vaclav, soldato del 4° Honved, nato nel 1888 a Riska in Ungheria, figlio di Andrea, morto il 18 agosto 1916 all’ospedale da campo n° 76 a Romans. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 4195, K. pag. 88.

5. Kurta Nikola, soldato 4° Honved, figlio di Andrea, nato nel 1888 a Kiskoh (Ungheria), morto il 18 agosto 1916 all’ospedale da campo 76. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 4216, K. pag. 88

6. Miszlai Istvan, soldato, nato nel 1875 a Tamási nella contea di Tolna in Ungheria, morto nell’ospedale n° 76 di Romans il 10 agosto 1916, per lesioni gravi e peritonite, prigioniero di guerra. Fonte dei dati: HL 334/14178 - El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 2389, M. pag. 50.

7. Sanda Jan, soldato del 43°reggimento fanteria, nato nel 1885 a Golecz nella contea del Karansebes, in Ungheria, figlio di Alessandro, morto nell’ospedale n° 76 di Romans il 13 ottobre 1916. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 271, S. pag. 2.

8. Teckes Sandor (Tékes Sándor), soldato del kir. 39° reggimento fanteria, seconda compagnia, nato nel 1895 a Bagamér nella contea di Bihar in Ungheria, morto all’ospedale n° 92 di Romans il 27 settembre 1916 per ferita al petto, al tallone e per bronchite, di religione riformista, contadino. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 202, T. pag. 5. e KA1872/210.

9. Tuboly Stefan (István), capo plotone del 5° Battaglione Genio terzo plotone, nato nel 1878 a NagyKanisza nella contea di Zaga, in Ungheria, figlio di Iosef e Teresa, morto all’ospedale n° 76 di Romans, 11a Compagnia Sanità il 17 agosto 1916, per colpo di fucile alla schiena, prigioniero di guerra, sepolto a Romans nel cimitero del villaggio, di religione cattolica, muratore. Fonte dei dati: C93/052 e El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 1013, T. pag. 22.

10. Xerso (Herso) Ladislaus, soldato, nato a Csongrad in Ungheria, morto all’ospedale n° 75 di Versa il 18 luglio 1915. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 4, X. pag. 1.

11. Thalhammer (Lorinez) Lőrinc, soldato del 2° (1°) kir reggimento Honvéd, 3° Battaglione, 2° Plotone 3a sezione, nato nel 1895 a Budapest, contea di Pest-Pilis-Solt-Kiskun, morto nell’ospedale n° 006 di Versa il 24 ottobre 1915 per colpo al petto, sepolto a Versa. Fonte dei dati: HL 294/2/a-23/2252 e El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 302, T. pag. 7. Registrato nel libro dei morti di Versa, atto 103, morto all’ospedale militare n° 006 di Versa il 24 ottobre 1915 e sepolto al cimitero di Versa il 25 ottobre del 1915, atto registrato dal sacerdote Benedetti doct. Achille rettore interinale.

12. Popp Demeter (Elek), soldato, nato il a in Ungheria, morto all’ospedale n° 006 di Versa il 1° novembre 1915. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 2280, P. pag. 48. Registrato nel libro dei morti di Versa, atto 134, morto all’ospedale militare n° 006 di Versa il 1° novembre 1915 e sepolto al cimitero di Versa il 2 novembre del 1915, atto registrato dal sacerdote Benedetti doct. Achille rettore interinale.

13. Pelle Szilard (Petru), soldato 4° Honved, nato nel 1895 in Ungheria, morto l’11 giugno 1916 a Versa. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 909, P. pag. 19. Registrato nel libro dei morti di Versa, atto 325, morto all’ospedale militare n° 77 di Versa l’11 agosto 1916 e sepolto al cimitero di Versa l’11 agosto 1916, Austriaco 4° Honved, atto registrato dal sacerdote Linus Molaro rettore interinale.

14. Hőrompo (Kőrompo) Laszlo, soldato, nato a Budapest nel 1895, di anni 20. Registrato nel libro dei morti di Versa, atto 202, morto all’ospedale militare n° 77 di Versa il 25 novembre 1915 e sepolto al cimitero di Versa il 26 novembre del 1915, atto registrato dal sacerdote Benedetti doct. Achille rettore interinale.

15. Iubak Stefano, soldato 5 battaglione genio, figlio di Giuseppe, nato nel 1878 a Nagykanizsa Zala (Ungheria), morto il 17 agosto 1916 all’ospedale da campo n° 76 di Romans. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 1355, I. pag. 29.

16. Belohlavek Iohan, soldato, morto il 20 novembre 1916 all’ospedale n° 092 di Romans. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 1124, B. pag. 24

17. Bertoklavek Foyamo, soldato, morto il 24 novembre 1915 all’ospedale n° 092 di Romans. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 1450, B. pag. 31.

18. Faber Nicola, soldato, morto il 18 settembre 1916 all’ospedale da campo n° 92 di Romans. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 6, E. pag. 1.

19. Bugno Eduard, soldato 24 fanteria, nato nel 1895 a Jaryczow Lemberg (Galizia), morto il 15 agosto 1916 ospedale n° 76 di Romans. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 3154, B. pag 66.

20. Drohomireki Johann, soldato, nato nel 1893 a Ostra Buczacs (Galizia), morto il 13 ottobre 1916 all’ospedale n° 92 di Romans. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 1075, D. pag. 23.

21. Deda Franciszek, soldato, figlio di Maria, nato a Pruszka Limbach (Galizia), morto il 16 agosto 1916 all’ospedale n° 76 di Romans. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 232, D. pag. 5.

22. Elgin Filippo, soldato, morto il 11 ottobre 1916 all’ospedale militare di Romans. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 227, E. pag. 5.

23. Elles Martin, soldato del 3° Jager, figlio di Giuseppe, morto all’ospedale militare n° 006 di Versa il 24 ottobre 1915. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 237, E. pag. 6.

24. Kery Gyulane, soldato, morto il 9 dicembre 1915 all’ospedale da campo n° 92 di Romans. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 943, K. pag. 20

25. Orios Schor, soldato, morto il 19 giugno 1918 nell’ambulanza chirurgica a Romans. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 393, E. pag. 9.

26. Strain Anton, soldato del 156 Land., figlio di Maria e Giovanni nato a Muggia (Trieste) morto il 24.7.1915 all’ospedale da campo n° 75 di Versa. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 3986, E. pag. 84

27. Vegh Antal, soldato del 39° Fanteria, figlio di Luigi, nato nel 1897 Felden (Boemia) morto 21.8.1916 osp. Campo 76 Romans. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 373, E. pag. 8

28. Brumat Elio, operaio, figlio di Marko nato nel 1874 a Gradisca, morto il 13.7.1915 ospedale da campo n° 76 di Versa. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 2938, E. pag.62.

Nell’elenco sono stati riportati i nomi dei caduti, dei famigliari e delle città di nascita, così come sono stati riportati nei documenti ritrovati. Di certo mancano spesso gli accenti e quasi sicuramente alcuni nomi sono stati purtroppo erroneamente trascritti. I nomi dei caduti riportati sugli atti di morte della parrocchia di Versa sono stati trascritti in latino. Dal cimitero di Versa sono stati inoltre riesumati i corpi di diversi soldati ungheresi e sepolti al cimitero militare austroungarico di Fogliano Redipuglia, che non compaiono negli atti di morte degli ospedali militari di Versa, ma che sono presenti nell’elenco dei caduti del cimitero di Fogliano Redipuglia. Molto probabilmente, morti in altre località e sepolti successivamente al cimitero di Versa, come sembra risultare da alcune altre informazioni ritrovate presso alcuni archivi ungheresi:

 

    • Kovacs Andras, figlio di Antal nato nel 1896 in Ungheria e deceduto il 27 ottobre 1916 all’ospedale da campo n°35 di Visco. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 2885, K. pag. 61,
    • Olak Antul (Antal) figlio di Ferenz, nato nel 1877 a Megyer e deceduto il 13 ottobre 1916 all’ospedale da campo n° 91 di Medea. Fonte dei dati: El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 181, O. pag. 4,
    • Bergus Antal deceduto il 7 marzo 1916,
    • Laszlo Floronizic deceduto il 25 novembre 1915
    • Reador Pal deceduto il 23 ottobre 1915
    • Adane Perzka
    • Banes Istvan
    • Boz Frankon
    • Dielics Janos
    • Iklodie Karl
    • Izent Iosef
    • Kaplan Ianos
    • Ludnvig Ianos
    • Muk Iosef,
    • Nereski Ferenz
    • Pahas Josef
    • Schmelzer Miklos
    • Tosesek Anton
    • Vatrmat Kino

Abbreviazioni:

El. Cad. s. cam. M.d.G. n° d’ordine 181, O. pag. 4 – pubblicazione del Ministero della Guerra del 1925 sugli stranieri morti sul fronte e in prigionia. I nomi sono in ordine alfabetico, e il n° d’ordine indica la posizione del nome, mentre la pag. segnala la pagina all’interno della seyione di una determinata lettera. La numerazione delle pagine ricomincia ad ogni lettera.

Titolo completo: Elenco dei militari appartenenti agli eserciti austro-ungarico, bulgaro, germanico, e turco. Caduti e raccolti sul campo dalle truppe italiane nella guerra 1915–1918 oppure deceduti durante la prigionia di guerra in Italia, Roma, Provveditorato Generale dello Stato, 1925.

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Qui di seguito alcune testimonianze dagli ospedali di Versa e Romans:

Testimonianza di Angelo Comuzzi, abitante di Romans, delle immagini e delle voci provenienti dall’ospedale 076 di villa Prandi a Romans. “si sentiva la povera gente che gridava, operavano così senza indormia. Tagliavano braccia, gambe, secondo la ferita che si aveva. Quelli che morivano venivano portati al cimitero su un carretto tirato da un cavallo o da un mulo. Il cimitero era pieno.

Testimonianza di Bonaventura Pupin, abitante di Romans, anche dell’ospedaletto da campo n° 92 di palazzo Lang a Romans. “Li portavano con il Quindici Ter (tipo di camion italiano) un camion con le gomme piene, pneumatici di lusso. Portavano con quello i soldati gasati - poveri soldati – e li scaricavano alle Scuole…. Più di tutto li scaricavano dal Lang e dal Paleologo: là c’erano gli ospedali e là, in strada, morivano i più gravi. Morivano al cinquanta per cento.”

Dal diario di Gregorio Soldani, medico che prestava servizio nell’ospedale militare da campo n° 92 di Romans: 12 aprile. “…. Sul fronte frequenti colpi d’artiglieria. Forse ci si prepara altro lavoro! Intanto sono entrati nel mio reparto due feriti gravi nemici: un ungherese ed un Romeno. Sono gravissimi, hanno 19 anni! Viceversa hanno una grande paura di noi.” 15 aprile 1916. “… un Romeno ferito ha detto all’interprete, che è ammirato dall’umanità con la quale viene trattato; non lo avrebbe mai creduto. Ed anche questa, se pur morale, è una nostra vittoria…”

6 luglio 1916. Stamani nel 10 reparto stavo medicando un toscano, ferito alle gambe, quando hanno portato un aspirante ferito all’abdome. Il toscano si lamentava delle sue lesioni ricevute sul San Michele. L’austriaco che capiva un po’ l’italiano ha detto: “San Michel, San Michel! Io anche San Michel!”. “Ah sì! – ha risposto il toscano – nataccio d’un cane, ora te lo do io il San Michele!”, ed aveva afferrato una tazza in maiolica per tirargliela nella faccia. Ci è voluto del bello e del buono per calmarlo e tenerlo fermo.

Dal diario del tenente Passeri, 47 reggimento fanteria Ferrara: 1 luglio 1916. Ci troviamo a Versa accampati tra il paese e il cimitero… Per tutta la giornata abbiamo continuato a constatare gli effetti dei gas. Non era possibile seppellire tutti i morti a Sdraussina, né lungo l’Isonzo, né altrove. Quindi si distribuiscono tra i cimiteri dei paesi vicini. Qui, a Versa, arrivano le carrette da battaglione con venti o più cadaveri di soldati per volta, o con cinque o dieci ufficiali, mentre si stanno scavando due enormi fosse che gli accoglierà tutti assieme…. 5 luglio 1916. Siamo ancora all’addiaccio a Versa. Le carrette da battaglione continuano ad arrivare al cimitero col solito triste carico…

Altra testimonianza da un ospedale di Versa: 23 ottobre 1915. Versa, ospedaletto da Campo 77: In una sala esposta sulla strada sulla quale passano tutti i cannoni: è un ambiente lugubre. I letti sono occupati da feriti gravi; uno di essi è morto da poco. In questa camera con tanti feriti tra la vita e la morte, non vi era nessuno per dar da bere e confortare i morenti. Invece di infermiere alcuni soldati territoriali che avevano appena indossato l’uniforme. E’ uno spettacolo tristissimo vedere questi disgraziati quasi abbandonati. Poco lontano è un secondo reparto, anche in una scuola, dove i feriti, benché molto gravi, sono tenuti un po’ meglio. Qui siamo in un ospedaletto di prima linea….. Il giorno di questa testimonianza nell’ospedale della scuola (ospedale da campo n° 006), morirà Kádar Pál, come riportato nell’elenco dei caduti.

Dal diario di Pina Bauzon: Versa, 8 agosto 1915…. La penna ha rifuggito di fermarsi su l’orrende stragi, basti dire che l’ospedaletto di cambio è di 100 letti e vi furono ricoverati 220 feriti fino sotto il portico, sotto le tende…In quel tempo in paese serpeggia il colera…. Versa, 29 agosto 1915…. Noi si passa il tempo un po’ alla finestra dove passa passa passa un grande gregge umano consacrato alla morte. Cannoni, artiglierie e barche perché gli austriaci gettano giù i ponti con le granate. C’è in paese un tale frastuono che non si avvertono quasi le artiglierie e le fucilerie che sono verso Sagrado. Un fumo azzurrognolo è il segno delle grandi battaglie. Noi siamo in mezzo ai feriti, i morti che vengono sepolti non si contano più, sono 4 anche 6 al giorno nell’ospedaletto di cambio. Si sentono gemiti e urli; si vorrebbe fuggire e non si può ed i soldati passano passano passano. Le lettighe giungono sempre insanguinate si vedono spesso delle strisce di sangue sul terreno. Sangue sangue sangue.

Il testo si legge anche in ungherese. La traduzione è opera di Juhász Balázs.

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